//
stai leggendo...
eventi, generali, opinioni

Manuale pratico per l’uso consapevole del diritto di voto

VotoMi trovo a scrivere queste righe nella grigia irrealtà del sabato santo che precede le votazioni: la Via crucis della campagna elettorale è ormai alle spalle e i politici, finalmente, tacciono, attendendo una Resurrezione che, però, purtroppo, non arriverà mai. Nella più probabile delle ipotesi, infatti, queste elezioni politiche ci consegneranno un Parlamento confuso e confusionario, zoppo dalla nascita e con un aspettativa di vita piuttosto breve.

Nonostante questo, o forse proprio in virtù di questo, è molto importante per il destino della nostra beneamata bananocrazia esprimere il proprio voto, o meglio: esprimere il proprio voto consapevolmente. Con questo obiettivo in mente, lascio giocare la mente con le idee e provo ad annotare in ordine rigorosamente sparso e casuale qualche appunto serio ma non serioso su che cosa, secondo me, gli italiani dovrebbero ricordare recandosi alle urne domani e dopodomani.

1. “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge“. Art. 48 della Costituzione italiana.

2. È poi forse non troppo opportuno ma sicuramente divertente ricordare i momenti magici della campagna elettorale che è  il periodo in cui viene decisa la stragrande maggioranza dei voti. Può essere utile in tal senso la seguente rapidissima analisi di zoologia politica che raccoglie, con spirito entomologo, tutto il meglio del peggio del bestiario che siamo stati costretti a subire negli ultimi due mesi. Un posto d’onore spetta sicuramente a Silvio Berlusconi che si è ancora una volta confermato il più grande piazzista degli ultimi 150 anni. Tutti lo davano per morto e lui è riuscito a imporsi nuovamente come il sole attorno a cui deve orbitare tutto il sistema politico italiano. Tirare fuori l’IMU dal cilindro è stato clamoroso ma in fin dei conti è un remake elevato al quadrato dell’abolizione dell’ICI. Bisogna però riconoscergli perlomeno un merito scientifico: ha sicuramente dimostrato che gli italiani hanno dei gravissimi problemi di memoria a breve termine. Mario Monti mi è parso, invece, come quei vecchi attori che arrivati a fine carriera non riescono a capire che è arrivato il momento di lasciare le luci dello spettacolo. Il professore che tiene tra le braccia il cagnolino Tozzy mi ispira più o meno la stessa tristezza di Antonio Banderas quando parla con la gallina Rosita. Ma il problema principale sta indubbiamente nella gigantesca operazione di riciclaggio politico dell’UDC di Casini e del FLI di Fini. Per rimanere in ambito cinematrografico, il film è già stato visto e rivisto. Mi voglio poi subito liberare dal peso di raccontare di come ancora una volta il Partito Democratico di Pierluigi Bersani sia riuscito a perdere con una campagna elettorale giocata tutta al ribasso e sfortunatissima, tanto che più volte mi sono chiesto se lo spin doctor del centro-sinistra fosse Paolino Paperino. Un po’ meglio ma neanche troppo la performance di Antonio Ingroia che è partito fortissimo e che sembrava destinato a prendere una fracassa di voti ma che poi si è lentamente sedimentato in un borbottio incomprensibile che non piaceva a nessuno. Una gran parte degli italiani conosce più l’imitazione di Crozza che l’originale. E ricordiamo a questo punto, di contrasto, lo tsunami di Beppe Grillo che ha squassato le basse e limacciose acque della politica italiana. Dal punto di vista mediatico, è stato imbattibile. Personalmente non condivido gran parte delle sue proposte, ma trovo in ogni caso abbastanza fuorviante chi millanta i rischi di un riflusso fascista. I partiti fascisti europei sono ben altri (Alba Dorata in Grecia, ad esempio) e il Movimento 5 Stelle corre semmai il rischio opposto, ovverosia quello di rimanere scilipotato (copyright by Antonio di Pietro), frammentandosi in una miriade di gruppuscoli diversi. Infine concludo provocatoriamente questa rassegna ricordando Oscar Giannino e il suo Fare per Fermare il Declino. Lo sgargiante Giannino è probabilmente colui che durante la campagna elettorale aveva racimolato in proporzione il maggior numero di voti: era partito a dicembre da poche migliaia di aderenti e sono convinto che prima dello scoppio della bolla delle balle tallonasse il 4 %. Era un movimento funambolico, sospeso tra l’esatta precisione dei suoi economisti e la colorata irruenza del suo candidato premier che ha condotto la campagna elettorale più anticonvenzionale e più divertente di tutte. L’altra sera in televisione il professor Michele Boldrin è infine sbottato in un liberatorio “Io comunque a Oscar gli voglio un bene della Madonna!”. Ed è proprio vero, anche a me sta simpatico. Mentire sulle lauree e sul master è da cialtroni, ma mentire sulla propria partecipazione allo Zecchino d’Oro è quasi da artista.

3. Abbiamo mente, cuore e pancia. Si può tranquillamente votare con le prime due parti: anche il voto di emozione ha la sua alta dignità poiché esprime comunque un sentimento puro e nobile. Ma si è vivamente invitati ad evitare di votare con la pancia o peggio. Le conseguenze sono sempre catastrofiche. In altre parole, non si vota con niente che sia al di sotto del cuore.

4. Il voto utile è un argomento fallace. Walter Veltroni lo utilizzò alle ultime elezioni politiche. Il risultato fu il bassissimo impero 2008-2011. Nella prospettiva di un Parlamento con i mesi contati, può anzi rivelarsi paradossalmente più utile votare di protesta: in questo modo si lancia un segnale forte e chiaro alla vecchia classe dirigente ingorda e pasticciona, si lavano via le incrostazioni più corrotte ed inefficienti e si aspetta il prossimo giro per votare, una maggioranza forte e compatta; si spera con una nuova legge elettorale. Rivoluzione Civile, Movimento 5 Stelle e Fare per fermare il declino sono le principali scelte di protesta. Ma si può ricorrere anche ad espedienti più sofisticati ed originali. Qualche anno addietro un eroico elettore defecò nella cabina elettorale. Forse poco pratico ma di indubbio impatto estetico. L’importante è battere forte sul proprio tamburello del dissenso.

5. Ma se invece volete stare a casa, o poiché non credete nella democrazia o poiché siete disgustati dalla politica o poiché qualunque altra cosa voi vogliate, vi invito a conoscere le serie e serene parole del filosofo Karl Popper: “Io affermo che il nostro mondo , il mondo delle democrazie occidentali, non è certamente il migliore di tutti i mondi pensabili o logicamente possibili, ma è tuttavia il migliore di tutti i mondi politici della cui esistenza storica siamo a conoscenza“.

Buon voto a tutti.

Davide Banis

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: